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Letture da quarantena

Oliver Twist di Dickens: dunque avevo letto di questo autore Grandi Speranze e devo essere sincero, pur piacendomi molto, lo trovo sopravvalutato. I suoi romanzi hanno un che di lezioso ed essendo un autore nato con il feuilletton, ne mantiene un impronta che oggi definiremo commerciale. E' proprio palese che il romanzo inizia con un'idea forte di denuncia, di cronaca quasi realistica per poi perdersi in una favola allungata spesso con sottotrame a sproposito, con un lieto fine posticcio nelle modalità in cui si arriva. In questo secondo romanzo letto ho trovato gli stessi pregi e difetti del primo. E' divertente vedere come certe palesi forzature di trama, forse per "allungare il brodo" , vengano giustificati dai critici letterali con delle osservazioni quasi comiche. Dickens è sicuramente un grande autore di letteratura ma di certo sconta un'impostazione un pò troppo ruffiana ma questo è anche il bello della letteratura inglese molto meno snob di quella italiana.

Marie la Strabica di Simeon: avendo passato la fase della mia vita dedicata ai gialli ed ai thiriller, dedicandola in maggioranza a quel genio di Agatha Christie, mi sono affacciato a Simenon con questo libro fuori dal ciclo di Maigret. Devo essere sincero, romanzo molto bello nella descrizione dei protagonisti ma lo stile troppo asciutto e pratico di Simeon non rende giustizia alla bell'intuizione di questo rapporto. Ad ogni modo avvincente solo che è una storia di donne che avrebbe avuto bisogno di una particolarità sensibilità femminile per emergere.

 

Le Memorie di Adriano: ultimo romanzo, si spera, della mia quarantena, devo dire che è stato una grande delusione davvero lo finirò giusto perchè le librerie qui sono ancora chiuse. Immaginavo un'opera sentita ed invece è stato un libro estremamente costruito nella maniacale cura storica e di linguaggio che rende il libro terribilmente pesante da leggere. Nella versione che ho comprato manca un cappello introduttivo ma ci sono solo degli appunti finali. Sarebbe opportuna una prefazione di introduzione al contesto storico e della persona di Adriano renderebbe più facile immergersi nel racconto. Ci sono passaggi molto poetici e frasi che si vede essere state costruite con una cura maniacale. Preferisco una letteratura più ispirata e meno costruita non essendo un linguista nè tantomeno un letterato ma un semplice lettore.

Edited by Iron84
  • 2 weeks later...

Dopo Rue des Boutiques Obscuresn alla fine ho scelto di leggere il pesante e bello D'autres vies que la mienne di Carrère, finendolo in due o tre giorni. Poi mi sono arenato, non leggendo quasi più nulla, come spesso mi capita dopo che leggo due libri molto belli e molto difficili uno dietro l'altro. Ho giusto piluccato qualche racconto da Oblio e da Finzioni.

Sto leggendo Al giardino ancora non l’ho detto, ultimo romanzo scritto da Pia Pera, pubblicato da Ponte alle grazie nel 2016, e acquistabile su Amazon e probabilmente su altre librerie online. La scrittrice è malata di SLA e sa di dover morire. il libro è scritto in forma diaristica. La scrittura è densa, ma fresca e immediata, colta, ma solo implicitamente colta, è inoltre inventiva, personale, sobria, ma non-drammatica. Non è però un resoconto dell’attesa della morte. È semmai un resoconto della vita e del continuare a vivere sapendo di dover presto morire da parte di una persona fino all’ultimo immersa nella vita, nel suo io, nei suoi pensieri, e soprattutto, per chi conosca questa scrittrice, nel suo giardino. Pia Pera ha scritto molto, in precedenza, sul giardino e sull’orto – ma, ancora una volta, in una prospettiva nient’affatto new age, ma profonda e personalissima.

È un libro forte, e molto bello, che consiglio a tutti.

 

  • 2 weeks later...
On 5/29/2020 at 4:26 PM, Bloodstar said:

Sarebbe d'uopo la traduzione di Bausani, no? 

Quella del Bausani è considerata una delle più belle da leggere, stilisticamente; è pure vero però che – almeno secondo me – è poco letterale. Quindi se leggi quella cercando di seguire anche col testo a fronte fai fatica. Comunque ce ne sono anche altre buone, vedi quella della Zilio-Grandi.

Saramandasama
12 minutes ago, Hazel226 said:

Quella del Bausani è considerata una delle più belle da leggere, stilisticamente; è pure vero però che – almeno secondo me – è poco letterale. Quindi se leggi quella cercando di seguire anche col testo a fronte fai fatica. Comunque ce ne sono anche altre buone, vedi quella della Zilio-Grandi.

Caroa sei di origini arabe?

7 hours ago, Hazel226 said:

Quella del Bausani è considerata una delle più belle da leggere, stilisticamente; è pure vero però che – almeno secondo me – è poco letterale. Quindi se leggi quella cercando di seguire anche col testo a fronte fai fatica. Comunque ce ne sono anche altre buone, vedi quella della Zilio-Grandi.

Alessandro Bausani è stato uno dei + insigni orientalisti italiani, ho letto anche che era una genio linguistico: imparava le lingue con estrema facilità

indubbiamante non è una lattura scorrevole, del resto è difficile districarsi con le varie traduzioni

in questo periodo su facebook ho ripreso a frequentare gruppi di musulmani e ho deciso di leggermelo tutto il Corano (anni fa l'avevo iniziato e interrotto) per non farmi ripetere da loro che una volta letto mi si sarebbero aperti gli occhi (temo che s'illudano, io resto un ateo convinto)

certo è che non gli va molto a genio la traduzione di Bausani; qualcuno ha mostrato apprezzamenti per quella di Hamza Piccardo: il che non supisce giacché costui è un italiano comvertito e Bausani non lo era   

Edited by Catilina

Infatti Bausani era Baha'i.

Comunque senz'altro è stato uno dei più grandi. Il mio appunto non era volto a screditarlo, diciamo. Prendilo come il punto di vista di uno che più che una bella traduzione cercava una traduzione precisa e letterale perché andava cercando le strutture grammaticali delle frasi e il significato delle singole parole. In questi casi la traduzione libera è faticosa e non aiuta. D'altro canto la traduzione letterale, specie dall'arabo, risulterebbe cacofonica; quindi va bene così.

Presumo tu non stia cercando di imparare l'arabo quindi la sua traduzione è perfetta. Ha anche un buon apparato di note. Se invece stessi cercando di imparare l'arabo ti suggerire i dei siti in inglese che permettono di vedere, per l'appunto, la traduzione word-by-word.

La traduzione del buon Hamza ha il vizio di essere "approvata dalle autorità saudite", il che suscita antipatia a priori. Infatti è per questo che va per la maggiore, e non tanto perché lui è un convertito – infatti, tanto per fare un esempio, anche il Mandel è un convertito, eppure la sua traduzione non viene letta, perché lui appartiene a una tariqa sufi, interpreta il testo secondo altri principi e perciò il suo testo non è altrettanto "approvato".

Io sto leggendo questo : " Povera Gente " 

é un carteggio , divertente, fra due persone, un uomo molto povero che descrive all' amata la sua situazione disgraziata, dove vive ecc, e lei che gli parla delle disavventure che ha vissuto crescendo. 

 

 

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On 5/29/2020 at 4:33 PM, Hazel226 said:

Quella del Bausani è considerata una delle più belle da leggere, stilisticamente; è pure vero però che – almeno secondo me – è poco letterale. Quindi se leggi quella cercando di seguire anche col testo a fronte fai fatica. Comunque ce ne sono anche altre buone, vedi quella della Zilio-Grandi.

ah grazie dell' informazione anche io lo volevo leggere 

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